Come / dove ti vedi tra 10 anni?
Pare sia una domanda piuttosto frequente durante i colloqui di lavoro. Debbo dire che non ne ho affrontati molti prima di trovare l’attuale impiego. Il selezionatore che più mi piacque fu quello che non mi pose questa domanda e difatti andai a lavorare per la sua società. Nell’arco di tre anni e poco più questa squisita persona che allora mi risparmiò il supplizio di inventarmi su due piedi un’improbabile futuro, è diventata il mio capo.
Venerdì me l’ha chiesto, a tradimento, dopo colazione.
“Allora, sono cose a cui bisogna pensare: dove ti vedi tra dieci anni?”
Sudore, imbarazzo, il cornetto grasso appena mangiato che si ripropone come la più pesante delle peperonate.
Gli ho vigliaccamente rigirato la domanda.
“Be’, sei tu a occuparti della pianificazione aziendale. Dove mi vedi nei prossimi dieci anni?”
…
Abbiamo finito di fumare la sigaretta mattutina e siamo tornati a lavorare.
Prometto di non farmi più cogliere impreparata. Il mio piano per il futuro è quello di studiare un’adeguata coreografia per il brano , abbracciare l’intervistatore del caso e ballare.
Mi hai dato un’ideona… voglio preparare qualcosa di fighissimo, tipo risposta cantata stile lirico, o un balletto, ci devo pensare.