La ragazza squillo
Questo post risale a un paio di anni fa, era su un vecchio blog che ho abbandonato. La ragazza di cui si parla non si chiama ovviamente Dqualcosa, ma Maria avrà senz’altro capito di chi si tratta
Per la cronaca: non ricevo più squilli da circa un anno e la cosa un po’ m’inquieta.
Ho conosciuto D. all’università, nell’ormai lontano 1998. Ero allora una ragazzina più o meno motivata, felice di essere dov’ero, a mio agio nei panni della studentessa universitaria.
E’ durato pochissimo.
Quando ho conosciuto D. avevo fame di relazioni, di affetto, di amicizia; condizione che tuttora ogni tanto mi sento addosso, seppur in modo più tenue e disilluso.
Non avevo alcunché in comune con D.: la musica che ascoltava mi faceva schifo, non le piaceva leggere, non si interessava di politica, non andava ai concerti. Non eravamo nemmeno nella stessa fascia di corsi. Eppure ci incontravamo in cortile a chiacchierare io, lei e alcuni amici in comune. Deve essere stato in una di queste occasioni che ci siamo scambiate i numeri di telefono.
Non la vedo da almeno 2 anni; l’ultima volta mi disse che si era laureata e stava facendo il tirocinio.
Veniamo al dunque: dal 98 ad oggi, D. mi fa uno squillo sul cellulare almeno una volta a settimana (con punte di 5 squilli) e angoscianti periodi in cui sparisce per 2-3 settimane per poi riprendere con 2 squilli al giorno. All’inizio rispondevo allo squillo con un altro squillo, senza chiedermi il perché, nonostante fossi un tantino perplessa. Hai qualcosa da dirmi? Fammi una telefonata, anche brevissima, mandami un messaggio, diamoci un appuntamento per chiacchierare. Le ho chiesto una volta il perché dello squillo, la risposta è stata: è per dirti che ti penso.
Non ho osato ribattere. Non ho saputo cosa dire. Forse avrei potuto risponderle che nemmeno mia madre mi pensa così spesso (e di sicuro non si sogna di farmi squilli sul cellulare), ma a che pro? Perché disilludere una persona che, pur essendo tanto diversa da me, riconosco come solare, disponibile, aperta al mondo e quindi molto migliore di me? Ho deciso di accogliere gli squilli come una piacevole lusinga, una carezza alla mia definitivamente compromessa autostima.
(Lo so, faccio schifo.)
Le cose sono andate peggiorando nel tempo. Ci sono stati momenti in cui gli squilli erano diventati impossibile da gestire; arrivavano nei momenti più inopportuni e se non rispondevo nel giro di un minuto, era un trillare continuo fino a sera. Più volte ho provato a richiamarla (confesso: anche per notificarle del pietoso stato in cui ha ridotto le mie già provate gonadi), a mandarle messaggi, ma niente: alle chiamate non rispondeva e ai messaggi replicava con… Non fatemelo scrivere di nuovo. Me la immagino scorrere annoiata la rubrica del cellulare, pigiare il tastino verde e riagganciare poco dopo. Scommetto che è diventata velocissima.
Stasera l’ultimo squillo. D. mi pensa, dunque, e ha deciso che io e lei dobbiamo continuare a comunicare in questo modo, senza margini di discussione. In fondo mi merito di essere vittima della mia bassa autostima e delle insondate pulsioni di una ragazza squillo.
Lol fantastica!