La morte viene dal frigo – PHP anyone?
Questo post giace tra le bozze dal 26 giugno. Visto che Maria mi suggerisce di non pensare, ma agire, lo pubblico così come l’ho lasciato mesi fa.
Stasera. Torno a casa alle 19, ho lavorato tutto il giorno. Un fetore insopportabile mi investe non appena apro la porta: mia madre sta facendo bollire della trippa di vitello in una pentola. È la cosa più disgustosa che abbia mai sentito, non so se avete presente. Per dare un’idea: lumache bollite + peti + morte. Passo mentalmente in rassegna tutti gli odori peggiori che le mie narici abbiano mai affrontato e mi ricordo dell’estate del 1993.
Avevo da poco superato gli esami di terza media. I miei genitori avevano deciso di passare un paio di settimane in Umbria, presso la casa di uno zio.
Dovete sapere che i miei, per mentalità, tendono a riempire il frigorifero e la dispensa di ogni genere alimentare possibile, come se da un momento all’altro dovessimo affrontare una carestia. A casa mia non si fa la spesa, si fa la scorta.
Quella volta mia madre aveva esagerato: il freezer era pieno di carne e pesce, il frigo traboccava di formaggi e verdure. Prima di partire mio padre si premurò di chiudere il gas, l’acqua, la luce. Passammo due settimane in pieno relax, al fresco delle colline umbre, lontani dall’afa di Roma. Al ritorno, il dramma. Mio padre non aveva solo staccato la luce, aveva tolto la corrente elettrica a tutto l’appartamento. Frigorifero compreso. I vicini ci dissero che stavano per chiamare i pompieri, perché una puzza così forte faceva pensare a un morto in casa. La nostra aria di famiglia tranquilla non ci metteva certo al riparo dai sospetti, visto che nel recente passato un giovanotto dall’aria rispettabile aveva fatto ben di peggio. Nel nostro frigo non c’era un morto, c’era un intero carico di morte, mosconi, larve, apocalisse. Io suggerii di sigillare l’elettrodomestico e buttarlo via come fosse un sarcofago. Il frigo aveva però solo un anno di vita e i miei si rifiutarono categoricamente: puliamo tutto, altroché. Tentammo tutti i rimedi casalinghi conosciuti, poi passammo ai detergenti più aggressivi, ma niente. La puzza era lì per restarci e ogni nuovo cibo che andava nel frigo prendeva quell’odoraccio; così imparammo a incartare in vari strati di plastica ogni singola cosa, in modo da evitare la contaminazione pestilenziale. Si trattava però solo di un blando palliativo e negli anni successivi abbiamo consumato un’infinità di buste di plastica: sospetto che economicamente sia stata una scelta svantaggiosa, sarebbe stato molto meglio buttare subito il puzzone. Perché tanta insensata ostinazione? “Siamo una famiglia di pezzenti che non può permettersi un frigo nuovo”, ho pensato per molto tempo. Lo scorso anno quel maledetto si è finalmente rotto ed è finito a Malagrotta, credo, a fare compagnia ad altri maleodoranti resti. Mia madre mi ha telefonato sul lavoro (lo fa solo in caso di eventi straordinari) per darmi la felice notizia.
Avrei bisogno di imparare a programmare in PHP e sono alla ricerca di consigli: un manuale facile facile per gente svogliata e incostante esiste? Link? Tutorial? Attendo suggerimenti.
TRIPPA BOLLITA??????
TRIPPA BOLLITA??????????????
E io che pensavo che tua madre ti volesse bene….
Proprio la trippa bollita. A giugno!
Fantastico… mi sono sbellicato dalle risate!
Finalmente hai postato, ricorda: rilascia presto, rilascia subito!
Grazie caro. Tra poco inserirò un post che era su un mio vecchio e abbandonato blog. Maria non faticherà a riconoscere la protagonista